Il Pumo Leccese: storia e significato di un simbolo della ceramica salentina

Chi visita il Salento, prima o poi, incontra un pumo: quella forma a bocciolo di fiore stilizzato, spesso in ceramica smaltata bianca e verde, appesa su un balcone o posata all'ingresso di una masseria. Ma cos'è davvero, e perché è diventato uno dei simboli più riconoscibili dell'artigianato di questa terra?

Un fiore che non sboccia mai del tutto

Il pumo rappresenta un bocciolo di acanto non ancora aperto: un fiore in potenza, che non si schiude mai completamente. Nella tradizione popolare salentina, questa immagine è legata all'idea di buon auspicio: la vita, la fertilità e la prosperità che restano sempre promesse, sempre in divenire, mai esaurite.

Veniva tradizionalmente posto sopra i cancelli delle masserie o vicino alle porte di casa, come portafortuna per chi vi abitava e come segno di benvenuto per chi vi entrava.

La lavorazione artigianale

Il pumo nasce dalla stessa lavorazione che da secoli caratterizza la ceramica del Salento: creta locale, lavorata al tornio o a mano, lasciata essiccare, poi cotta e infine decorata con smalti colorati. Le tonalità più tradizionali sono il bianco e il verde, ma nel tempo botteghe come la nostra hanno sperimentato varianti in altri colori e finiture, incluse quelle con dettagli oro.

Ogni pumo, essendo modellato a mano, è leggermente diverso dall'altro: le imperfezioni non sono un difetto, ma la firma di un lavoro artigianale autentico.

Il pumo oggi

Se un tempo il pumo era soprattutto un elemento architettonico e beneaugurante, oggi è anche un oggetto d'arredo apprezzato ben oltre i confini del Salento: sui balconi, come vaso portafiori, o semplicemente come elemento decorativo che porta in casa un pezzo di questa terra.

Nella nostra bottega realizziamo pumi interamente a mano, con la stessa tecnica di smalto ad immersione che usiamo dal 1987. Puoi vederli nella nostra collezione Vasi e Pumi.

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